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Riscopriamo il conflitto

Ovvero come dare nuova vita e nuova linfa al Sindacato, alla Politica, alla Sinistra. Spero abbiate letto anche voi il libro di Tommaso che ha dato anche il nome a questo Blog, Riscoprire il conflitto , e spero che la verve sociale che è in voi si sia in qualche modo riaccesa o meglio alimentata. La mia per la verità è sempre abbastanza vivace, ma leggere soprattutto alcune parti del libro mi ha fatto pensare che non tutto è perduto, l'individualismo non ha completamente prevalso se ci sono in giro persone che sono in grado di portare avanti queste idee. Possiamo sperare allora che il ruolo del Sindacato (ma dovrebbe essere anche quello della Politica) torni ad essere quello di far incontrare diverse esperienze di lotta affinché non restino recluse in poche pagine, nelle battaglie di pochi o piccole associazioni. Se affrontassimo in maniera seria e tutti assieme il contrasto per  la parità di genere, l'accoglienza dei migranti, i diritti dei lavoratori, della loro salute e sic...

Di Passioni e Dissensi

Il pluralismo è un concetto semplice: si articola un pensiero proprio, si discute con altre persone e infine ciascuno resta della propria idea o convinto dalla giustezza dell'idea dell'altro la fa propria.  La democrazia è proprio questo. È frutto di pluralismi diversi che consentono la partecipazione alla vita pubblica.  Da questa prima considerazione universale, traggo due conseguenze: la prima è che solo attraverso il confronto si possono portare avanti battaglie, idee e posizioni che viceversa non si avrebbe modo di esprimere o peggio rimarrebbero vincolate alla persona singola. Dunque se non ci si sofferma nella discussione, se non facciamo arrivare al nostro interlocutore il nostro dissenso o l’alterità del nostro pensiero, probabilmente non si hanno argomenti a sufficienza, o magari si è nel torto. La seconda conseguenza che ne traggo riguarda il Sindacato, la riscoperta del conflitto, come ci ha illustrato Tommaso Vigliotti nel suo saggio: attraverso la conoscenza e la...

CESSATE IL FUOCO!

A Gaza si muore in qualsiasi modo, sotto le macerie, per la fame, di malattie. Ognuno di questi modi di morire è ingiusto e colpevole, ma perdonatemi se in questo momento mi soffermo su una morte atroce che non mi fa dormire la notte: le donne a Gaza stanno partorendo con parto cesareo senza anestesia. Io ci sono passata, tantissime di noi ci sono passate, mi chiedo come si possa sopportare tanto. Come si possa rimanere vive dopo un’atrocità simile. Per carità, non è di certo l’unica cosa immonda che sta avvenendo nella Striscia, anzi so bene che di giusto a Gaza non c’è rimasto nulla: non voglio immaginare come si possa sopravvivere a un figlio, come si possa perdere la casa e la vita in un secondo e decine di altre ingiustizie simili. A questo proposito non capisco come si possa concedere un prestigioso premio fotografico a una mamma che tiene in braccio il figlio morto avvolto in una busta di plastica. Non ci vedo nessun merito, anzi mi fa orrore soffermarmi a guardare quella scen...

In memoria di Aldo Moro e Peppino Impastato

Il 9 maggio 1978 due fatti gravissimi scossero l’Italia: venne ritrovato il corpo senza vita di Aldo Moro in via Caetani a Roma, dopo 55 giorni di prigionia nelle mani delle brigate rosse. Lo stesso giorno a Cinisi, un paesino fino a quel momento sconosciuto della provincia di Palermo, venne ucciso Peppino Impastato dalla mafia. Fa un po’ impressione doverli ricordare oggi a distanza di 46 anni, all'indomani di un ennesimo caso di corruzione nella politica. Voglio credere che prima o poi questa " montagna di merda"  (Peppino Impastato docet ) si estingua e lasci il posto alla legalità e alla libertà. "Parlando di diritti bisogna sempre guardare lontano, frequentare il futuro non rimanere prigionieri del passato. E bisogna avere in essi una fede appassionata, magari ingenua, che sostenga lo sforzo continuo di una costruzione dei diritti sempre incompiuta, sempre insidiata dai nemici della libertà ." (Stefano Rodotà, Il Diritto di avere diritti)

I referendum contro le disuguaglianze

C'è un filo, nemmeno tanto sottile, che lega i referendum della CGIL e la lotta contro le disuguaglianze.  Secondo una recente analisi di Oxfam (che passa al setaccio il “Janus Henderson Global Dividend Index”, che rileva l'andamento del 90% dei dividendi globali su base annua), nel periodo  2020-2023 i dividendi per gli azionisti dalle 1.200 società a più elevata capitalizzazione a livello globale sono aumentati, in termini reali, 14 volte più velocemente delle retribuzioni medie dei lavoratori di 31 Paesi (che rappresentano l'81% del Pil globale). In Italia, nello stesso arco temporale, i dividendi delle maggiori compagnie nazionali hanno registrato un incremento in termini reali dell'86%  mente i salari, sempre in riferimento al potere di acquisto reale, hanno segnato un calo di circa il 13%. Questa è una ulteriore conferma di quanto sostengo in " Riscoprire il conflitto, Dal neoliberismo al neolaburismo " e cioè che le politiche neoliberiste portano alla c...

Cinque morti PER lavoro

Ieri altri 5 lavoratori sono morti, e un altro è grave, per le condizioni di scarsa sicurezza e di assoluta precarietà in cui erano costretti a lavorare. Questa volta è accaduto a Casteldaccia, vicino a Palermo. Sicuramente le indagini e i successivi processi accerteranno la verità e le responsabilità ma ciò che è già certo ed evidente è che le concentrazioni del gas letale che li ha uccisi erano altissime, che uno di loro aveva un contratto di lavoro interinale e un altro aveva 71 anni. E secondo i sindacati erano sottoinquadrati rispetto alle delicate mansioni che erano chiamati a svolgere. E che ancora una volta siamo in presenza di un sistema di appalti, vero buco nero normativo in cui i diritti e la dignità del lavoro vengono quotidianamente fagocitati e si perdono. Tutto per pagare meno chi lavora. Ma quanto costano le vite umane?

Guerra e Pace

  Mi scuserà il grande Tolstoj se mutuo il titolo dalla sua opera suprema per piccoli spiccioli fatti di "necessità immanente". Il fatto è che i due "capitali soggetti" di tale titolo agitano la nostra attualità con l'intenzione manifesta di confonderci le idee. Siamo nel tempo in cui il "fondo per la pace", unica voce di spesa per cui l'europeo è legittimato ad indebitarsi, viene speso per l'acquisto di armi. Siamo stati nel tempo in cui ogni richiedente la pace era insultato con l'epiteto "putiniano"(!) e, spesso, dal Papa in giù, ascritto a liste di eliminazione pubbliche consultabili nel web. Così ho letto con sollucchero la segnalazione di Analisi Difesa dello schieramento fra gli ignobili putiniani della autorevole rivista Foreign Affairs, la quale si è distinta solo per essere (finalmente!) una testata main stream che ha riepilogato i fatti "turchi" di marzo 2022. https://www.analisidifesa.it/2024/04/foreign-a...